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C’è flauto e flauto…

Il flauto dolce che suoniamo a scuola appartiene ad una vastissima famiglia di strumenti comprendente una enorme quantità di strumenti etnici come il tin whistle irlandese, la quena andina, l’ocarina (un flauto “globulare” diffuso in tutto il mondo, anche in Italia, dove abbiamo un grandissimo specialista, Giorgio Pacchioni).

Più specificamente il flauto dolce che utilizziamo è la copia del “soprano” della famiglia degli strumenti barocchi: questo strumento, scomparso dalla scena musicale nella seconda metà del ‘700, fu ripreso da didatti anglosassoni all’inizio del ‘900 e in Germania fu modificato per renderlo ancora più facile per i bambini dai 4 anni. Per questo motivo esistono oggi due varianti dello strumento, con “diteggiatura tedesca” e con “diteggiatura barocca”.

Essendo uno strumento facile e diffusissimo, sono innumerevoli le proposte di flauti sul mercato: come orientarsi nella scelta?

In generale i flauti in plastica troppo variopinti tradiscono la loro natura di giocattoli, mentre quelli in legno le loro velleità…

A farla breve i flauti in legno non convengono in queste condizioni perché, oltre che costosi, sono inadatti ad essere “maltrattati” (non si tratta di colpevolizzare nessuno, ma uno strumento in legno necessita di cura e non sopporta di essere suonato “freddo” e poi magari lasciato subito dopo vicino al termosifone acceso o sotto il sole, per non parlare di urti e cadute dal banco…), mentre quelli in plastica troppo, non “di marca”, sono spesso poco più che giochi da bimbi, insufficienti per carenza di intonazione, timbro e difficoltà di emissione.

Dalle nostre parti i modelli di AULOS e YAMAHA rappresentano certamente il migliore rapporto qualità/prezzo e se i loro colori, non proprio vivaci, potranno risultare poco attrattivi per i bambini, potremo comunque consolarci (forse consolarli…) riflettendo sul fatto che anche nei colori e nelle modanature questi strumenti sono copie ridisegnate di modelli storici settecenteschi, al tempo costruiti in legno di bosso, ebano o avorio.

Queste famosissime ditte costruiscono molti modelli contraddistinti da altrettanti numeri identificativi, per cui è sempre bene avere chiarito con l’insegnante quale modello acquistare.